Lamento per la Democrazia

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Piango per te, mia amata, mia irrinunciabile democrazia.

Piango per un parlamento fantoccio, non di eletti ma di

  designati, cooptati , inutili vassalli

piango per partiti snervati, labili come acque di scarico,

   privi di verità e di ideali

piango per la giustizia calpestata, la povertà offesa,

   i diritti e i doveri quotidianamente derisi.

Piango perché mancano all’ orizzonte

  futuri che siano umani e condivisi.

 

Non più una testa  un voto. Decidono per te come per uno scemo

   i capi, gli affiliati a cosche e  a cricche

   vale il tuo voto come il due di picche

la croce tracciata  sulla scheda oggi è un gesto blasfemo.

 

Piango per te, mia amata, mia irrinunciabile democrazia.

Piango per la tua sorte, di essere inquinata come il mare

   da chiazze di petrolio

in un terzo dell’Italia da sotto-uomini malavitosi , esseri immondi

   che ti disprezzano

che  tesi ai loro  guadagni rapidi e infecondi

   spandono rifiuti e liquami e profanano

   i cadaveri  facendone carbonella.

 

Ma il  mio pianto non è rassegnato, non è resa. Troppo bella

   sei e troppo ti amo per vederti profanare e  morire.

Io devo  insorgere per farti risorgere.

   Per te, democrazia.

 

    

 

© 2015 Giuseppe Conte

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