Parole estranee a sua moglie

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Saranno state le due o le tre l’altra

mattina quando sono entrato nel letto e ti ho

parlato. Tu dormivi e ho premuto la

mia palpebra contro la tua calda. Volevo

dirti parole che ci sono estranee, quelle

dell’amore che eterna: era tragica la

mia resa: le regole del gioco cadute. Così dietro

le nostre palpebre non gli occhi, le orbite. Le

nostre dita di pietra e i nostri fianchi fondali e

laghi i nostri piedi fluiti e ormai viticci

e nidi per le civette. Non saremo più

insieme. Non ne parleremo mai più. Futuri

venti soffieranno sulle nostre finestre dal mare

lontano noi saremo topi meduse

fiori

© 2015 Giuseppe Conte

Search