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Sono appena tornato da una piccola vera vacanza in Savoia, ad Aix-les-Bains, il posto più decaduto, fuori moda, quieto e romantico del mondo.

Ci sono terme, casino, e palazzi immensi che testimoniano con le loro cupole aguzze , le loro cariatidi, i loro fregi, la passata gloria Belle époque di quando venivano qui re e imperatori con le loro regine, le loro imperatrici e le loro corti.

Se ora ci vengo io, il posto deve essere decaduto davvero. Nelle scuderie di una di questi palazzi , oggi ridotti a silenziosi, spettrali residence, è ricavato l'albergo delizioso dove alloggio. Trovato sulla Michelin, studiato su internet, si è rivelato sin dall'anno scorso una scelta davvero felice.

Bellissimo e coloratissimo il giardino, ottimo il ristorante (fondant de saint-jacques, quiche de poireaux, saumon en croute, vini savoiardi pastosi erbati con profumo di pascolo e di sottobosco e di frutti rossi come il Mondeuse). Ma soprattutto la piscina coperta, tra vetrate e colonne azzurro pallido e trompe l'oeil con colline e onde , cu cui il pittore ha voluto trascrivere un verso marino di Paul Valéry.

Il vostro Didimo al mattino appena sveglio in pochi scalini passava dal caldo del letto al tiepido liquido avvolgente della piscina, e gli sembrava di rientrare nell'utero. Di chiunque (ricordate la battuta di Woody Allen? Proprio così).

Vacanza vera. Ma finita. E le incazzature, le umiliazioni, le vergogne tornano a opprimere.

Ma Didimo gioca anche con le proprie terribili incazzature. E ride di quelli che gliele provocano.

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Didimo è malinconico. Dopo Manosque e Stresa non si è più mosso, sono 18 giorni di Riviera, tra amici e nuotate.

Nuotate brevi, al mattino, quando non c'è ancora nessuno in acqua, solo pesci color della sabbia, che vengono a piluccarmi le gambe, come se fossi un annegato. Leggo meno i giornali. Scrivo i miei racconti.

Oggi ho finito "Gatticidio". Sono 6 in tutto. Sarebbero un libro. Speravo di scrivere altre poesie, ma non posso, sono troppo rassegnatamente infelice. Anche se pochi ci crederebbero, in me la poesia è germinata sempre da

un entusiasmo vitale e amoroso capace di cambiare in gioia il dolore.

Senza quell’entusiasmo, la sofferenza rimane sofferenza. E i versi non nascono. O rimangono in un limbo mentale. Didimo è malinconico perché pensa che tutto quello che gli piace è sommerso dall'abiezione dei tempi.

Niente grandezza, niente poesia, niente energia spirituale, niente futuro. Il mondo è un deserto, e lo è tanto più quanto più è affollato di comunicazione e di merci. Il sacro è messo sotto i piedi. L’incanto nessuno sa più cos'è.

E uno potrebbe essere di buon umore? Eppure qualcosa c'è. La bellezza c'è.

La musica c'è. L'amicizia c'è. Anche l'amore, per i pochi felici. Qualcosa resta. In un mondo miserrimo, qualcosa di privato e di anarchico, indomabile come un bel sorriso e un bel culo. Help! Nessuno sa più fare una pina colada a Sanremo. Non si trova uno champagne rosé . Dico a Sanremo, dove negli anni Settanta all'En Plein Pierino preparava dei cocktails e dei long drinks strepitosi, io scendevo a mezzanotte e bevevo sino al primo mattino in bicchieri coloratissimi. Che tempi. Una notte Pierino arriva e con il suo fare compitissimo dice: "Signor Conte, posso farle assaggiare un Pascoli Verdi?" Il fanatico uomo di cultura che è in me pensa al poeta del Fanciullino e all'autore del Nabucco, a cosa ci fanno insieme in uno shaker. Solo dopo, ridendo alla grande di me stesso, come dovrebbero fare qualche volta che so Cordelli e i suoi amici pallottiani e tutti quelli come loro, capisco che vuol dire green pastures, un long drink da film western, altro che.

L'Italia è a rischio di scomparsa. Se scompare la forza progettante della poesia, è fottuta. Staterelli, ben nomati inver bassi paesi, campanili, contrade, regioni assorbite dalla Germania, stronzi ancor più assorbiti dall'America,

da una idea falsa di America, come hanno gli italiani più provinciali e dunque filoamericani tipo Alberto Sordi alle prese con gli spaghetti. In fondo, se risorgesse il vecchio Regno di Sardegna, naturalmente senza re , senza Emanueli e senza Filiberti, non sarebbe mica brutto: Savoia, Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria compresa Nizza e la sua contea, Sardegna. C'è tutto. Sarebbe il più bel staterello del mondo. Bello almeno.

Intanto Didimo , italiano e europeo senza pentimenti, parte per Aix-les-Bains, in Savoia. Buona fine d'estate a tutti i miei 24 lettori.

© 2015 Giuseppe Conte

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